Immaginiedemozioni”, il nome del sito vuole evocare, fin dall’inizio, il binomio che vede legata all’immagine quanto questa determina nello spettatore.

La sola immagine non basta, deve in qualche modo muovere l’immaginazione ed emozionare chi la guarda: solo in questo modo posso dire di aver realizzato il mio obbiettivo nel momento dello scatto. Questa contemporaneità non sempre si verifica, ma accade, anche con  frequenza maggiore di quanto io possa immaginare.

Immagine ed emozione: questa la sintesi del mio approccio alla fotografia.

Il soggetto può essere un paesaggio, un fiore, un insetto, un dettaglio, l'alba o il tramonto, la notte, ma anche l’ambiente urbano, quello che vivo giorno per giorno, il lavoro ed il produrre.

Nel mio sito, Immaginiedemozioni, propongo una panoramica dei miei scatti, quelli che ritengo meglio realizzino l’obbiettivo, suddivisi per aree tematiche, con la speranza di poterli far rivivere in ambienti diversi quali elementi decorativi e d’arredo.

Propongo stampe fine art e convenzionali, preferendo in ogni caso le prime.

Ciascun soggetto non sarà stampato fine art più di 10 volte e, coloro che vorranno, potranno chiedere di avere gli scatti preferiti, se non già utilizzati da altri, in esclusiva.

Immaginiedemozioni” “images&emotions,” the name of this site, conjures up from the outset the binomial connection between the image and what it evokes in the viewer.

The image alone is not enough, it must somehow set the imagination in motion and stir the viewer’s emotions: every time  this happens I have achieved the objective I set up for myself when I shot the picture. This simultaneity does not always occur, but it does happen, more often than I might imagine.

Image and emotion: this is the summary of my approach to photography.

The subject can be a landscape, a flower, an insect, a detail, a sunset or sunrise,  night time, but also the urban environment I experience in everyday life, as well as work or manufacturing environments.

In my site “Immaginiedemozioni”, I offer a selection of my pictures -those I deem best realize my goal, grouped by thematic areas- with the hope of making them come alive in different settings as part of the décor.

I offer fine art and conventional prints, with a penchant for the former.

Each subject will not be reproduced more than 10 times in fine art printing, with the option of exclusive single printing if the subject has not been printed in fine art yet.

Grazie all’introduzione delle tecniche digitali l’elaborazione delle immagini dopo lo scatto è ormai pratica comune e conosciuta: per altro anche nella fotografia tradizionale la post-produzione in camera oscura era parte del processo che portava alla realizzazione delle immagini e che spesso “faceva la differenza” sia per le immagini a colori che per quelle in bianco e nero.

La domanda comune di fronte ad un’immagine è in quale misura questa rappresenti la realtà. Non esiste e non può esistere una risposta univoca a tale curiosità. Di certo la stampa fotografica, a prescindere dal tipo e dalla tecnologia utilizzata, tradizionale o digitale, è una delle plurime realtà che lo scatto può rappresentare.

L’immagine è sempre il risultato di quanto l’autore ha “visto e voluto trasmettere” essendo la conseguenza della combinazione della luce, della visione dell’autore e dell’insieme degli aspetti tecnici applicati che contribuiscono a definire come l’autore la propone ed il singolo la vede.

E’ evidente che la realtà ripresa non corrisponde mai a quella dell’immagine che vediamo, è una scelta dell’autore estendere o contenere le attività di post-produzione, conta comunque sempre e solo il risultato e la capacità dell’immagine di suscitare emozioni ed ammirazione per quanto rappresentato e per le capacità dell’autore.

Cosa dire poi delle immagini in bianco e nero? Di certo non rappresentano la realtà che vediamo e nessuno di fronte  a queste fotografie si pone il problema di come vede, a colori, e di come la realtà viene rappresentata, in scala di grigi.

Infine non dimentichiamo che l’adattabilità della visione dell’individuo, determinata dall’attività cerebrale, varia da soggetto a soggetto, determinando importanti compensazioni nella visione. Quelle più facilmente riscontrabili sono quelle relative ai soggetti in luce diretta o in ombra e quelle relative alla visione dei colori in luce artificiale o naturale, mentre le attrezzature, per sofisticate che siano, rispondono sempre solo e soltanto a leggi fisiche e, sempre, includono difetti: detto questo è evidente che la realtà è comunque diversa dall’immagine a prescindere dalle attività di post- produzione, dalla tecnologia utilizzata e dalle attrezzature impiegate.

Thanks to the introduction of digital picture post production for fine tuning the images is a common and well known practice: it is worth to mention that also in traditional photo techniques dark room post production work was part of the process to optimize pictures frequently “making the difference” for both color and b&w pictures.

A common question related to an image is related to the extent it represents reality. A unique answer to this curiosity  does not exist and cannot exist. For sure a printed picture, regardless to the type and technology used, traditional or digital, is one of the many realities the shot can represent.

An image is always the result of what the author has “seen and wanted to transmit” being the combination of light, author’s vision and the set of technical aspects applied which contribute to define how the author present his work and each single viewer sees it.

It is evident that the shot reality never correspond to the image we see, it is an author’s choice to limit or expand the post production activities, what always count in any case is only the result and the image capability of developing emotions and admiration for what is represented and for the author’s capabilities.

What could be said about b&w pictures? We are aware that they never represent the reality we see and nobody would question on how we see, in colours, and how reality is shown, in gray scale.

Finally we must not forget the single viewer vision adaptability, due to brain activity, different for each individual, which support our sight. The most easily detectable are the compensation of subjects in direct light or in shadow area and the vision in natural or artificial light of colours, while cameras capabilities, despite high technology, are always related to physics laws and always include defects: been aware of this it is easily understood that reality differs from the image in any case despite post production work, applied technology and hardware used.